Bilancio regionale 2026-28, Astuti (Pd): “Chiediamo una svolta per una Lombardia giusta”

MILANO – In Regione serve un cambio deciso, servono politiche per rendere la Lombardia finalmente giusta. Lo sostengono le opposizioni in Consiglio regionale – Pd, M5S, Avs, Patto Civico e Italia Viva – che insieme hanno presentato ieri a Palazzo Pirelli le proprie critiche e proposte al bilancio preventivo 2026-28 che sarà discusso a partire da oggi in Consiglio regionale. Sono 6.700 gli emendamenti dell’opposizione e servono a cambiare un documento che non affronta davvero i problemi della vita dei lombardi: il lavoro, la sanità, il welfare, la crisi ambientale e climatica e molto altro.
“La giunta regionale sta gestendo malissimo i soldi dei lombardi – dichiara il consigliere regionale del Pd Samuele Astuti –. Il bilancio che andiamo a discutere è fondato sul nulla: non stanzia risorse fondamentali e spesso non utilizza neanche quelle disponibili, ma trova invece ingenti cifre per la comunicazione e la propaganda della giunta”.
Per Astuti, il documento di bilancio conferma l’assenza di una visione complessiva e l’incapacità di rispondere alle emergenze sociali ed economiche della Lombardia: “È una situazione molto grave e, insieme a tutte le opposizioni, ci batteremo per cambiarla radicalmente”.
Tra le priorità indicate dal Partito Democratico ci sono interventi concreti su casa, sanità e lavoro: “Chiediamo l’istituzione di un fondo per il sostegno all’affitto, di affrontare finalmente il nodo del recupero delle 23mila case popolari Aler oggi vuote in Lombardia e di rimettere al centro il diritto alla salute, rafforzando la sanità pubblica” fa sapere il consigliere dem.
“Insisteremo inoltre sulla questione salariale – aggiunge Astuti – perché i cittadini lombardi hanno stipendi fermi da anni e la Regione Lombardia non sta facendo nulla per contrastare il lavoro povero e la perdita di potere d’acquisto”.
In questo quadro rientrano anche le proposte a prima firma Astuti su riduzione delle liste d’attesa e potenziamento dei centri pubblici per la procreazione medicalmente assistita; completamento e piena operatività della rete delle Case di comunità; rafforzamento della medicina di base attraverso informazione e formazione; potenziamento dei servizi di salute mentale e delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza; tutela dei Comuni di frontiera, per garantire loro l’intero ammontare dei ristorni maturati e compensare i tagli imposti dal Governo.
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