A Rescaldina il rogo della Gioebia è… vietato

RESCALDINA – Anche quest’anno il tradizionale Rogo della Gioëbia non si terrà. A comunicarlo è stata la Pro Loco Rescaldina, che con una nota ha spiegato le ragioni di una scelta definita sofferta, presa nonostante il forte legame della manifestazione con la comunità e in particolare con i più piccoli.
Il rogo della Gioëbia è da sempre uno degli appuntamenti più attesi dell’inverno, una tradizione popolare che unisce simbolicamente il territorio attorno al fuoco rituale. Proprio per questo la decisione di rinunciare all’evento è stata accompagnata da rammarico e amarezza. Alla base dello stop ci sono vincoli normativi e di sicurezza emersi dopo l’entrata in vigore della delibera di Regione Lombardia del 12 gennaio, che riconosce i falò e i fuochi rituali ma ne disciplina in modo puntuale l’organizzazione. La Pro Loco aveva presentato regolare richiesta al Comando di polizia locale, avviando un confronto dal quale sono però emerse criticità non superabili.
In particolare, non è risultata disponibile un’area pubblica idonea allo svolgimento dell’evento. Era stata individuata anche un’area privata, inizialmente con un assenso di massima, ma che successivamente non è stata ritenuta in grado di garantire i livelli di sicurezza richiesti, soprattutto per quanto riguarda le distanze e la gestione del pubblico. A complicare ulteriormente il quadro, le regole stringenti sui materiali da bruciare, che rendono l’organizzazione ancora più complessa.
Un altro elemento decisivo è stato il ritardo nell’emanazione della circolare regionale, che non ha consentito di richiedere per tempo il patrocinio necessario per ottenere una deroga come ricorrenza popolare. In assenza di queste condizioni, la Pro Loco ha ritenuto non responsabile esporsi anche al rischio di sanzioni. L’associazione ha ringraziato i cittadini per la comprensione e ha ribadito l’impegno a lavorare affinché il Rogo della Gioëbia possa tornare il prossimo anno, nel pieno rispetto delle regole e, soprattutto, in sicurezza. Una rinuncia che conferma quanto, anche per le tradizioni più radicate, oggi sia sempre più complesso conciliare passione, normative e tutela della collettività.
03022026