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Cronaca

Data center, Dall’Erba (Fdi): “Lombardia apripista sulla sovranità dei dati con regole chiare e sostenibili”

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Data center, Dall’Erba (Fdi): “Lombardia apripista sulla sovranità dei dati con regole chiare e sostenibili”
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MILANO – Governare l’innovazione per evitare di subirla, superando i tabù ideologici e i no preventivi attraverso la via della responsabilità. Con l’approvazione del progetto di legge sui Data Center, la Lombardia si attesta come capofila in Italia nella regolamentazione di un comparto cruciale per l’intelligenza artificiale e la competitività industriale. Il provvedimento colma un vuoto normativo per tutelare i territori, ponendosi in perfetta armonia con l’azione del governo nazionale per la difesa degli interessi strategici del Paese.

“L’aula ha affrontato un tema decisivo per il futuro economico della nostra regione”, dichiara Romana Dell’Erba, consigliere regionale di Fratelli d’Italia. “La Lombardia è già il principale hub italiano del settore, ospitando quasi il 40% delle strutture presenti nell’intera nazione. Questo primato richiedeva un intervento fermo: lasciare cittadini, imprese e amministrazioni locali senza una disciplina organica era inaccettabile. I dati costituiscono la risorsa più preziosa, il vero oro del futuro, e dietro queste infrastrutture si muovono investimenti, ricerca, sicurezza informatica e occupazione qualificata. Per garantire una reale autonomia tecnologica all’Italia dobbiamo possedere infrastrutture digitali nazionali, difendendo la piena sovranità sui flussi informativi”.

Il testo legislativo definisce criteri rigidi per l’insediamento degli impianti, offrendo tempi certi e procedure trasparenti agli investitori seri, ma vincolando lo sviluppo al recupero del patrimonio edilizio esistente. La norma assegna una priorità assoluta alle aree industriali dismesse, degradate o sottoutilizzate. Il consumo indiscriminato di suolo agricolo viene invece frenato con un pesante deterrente economico: chi edifica su terreni liberi subirà un incremento del 100% sul contributo di costruzione, sanzione che sale al 200% se l’intervento ricade all’interno di aree protette.

“La tutela del territorio si fa con la responsabilità, applicando un autentico pragmatismo lombardo ben lontano dalla propaganda ecologista”, spiega il consigliere di Fdi “Sappiamo che queste centrali tecnologiche richiedono energia e risorse. Gli scenari internazionali dimostrano che una crescita incontrollata genera criticità sulle reti elettriche e sull’ambiente. Per evitare simili errori, la legge impone criteri rigorosi: i nuovi impianti dovranno favorire fonti rinnovabili, disporre il recupero del calore di scarto per il teleriscaldamento e adottare sistemi di raffreddamento a circuito chiuso, escludendo tassativamente il prelievo di acqua potabile dagli acquedotti pubblici o dai fiumi tutelati”.

Un pilastro della riforma riguarda la stretta collaborazione con gli enti locali. I Comuni disporranno di un anno di tempo per completare la mappatura dei sedimi dismessi, potendo contare sul supporto di una Task Force tecnica regionale – costituita in sinergia con Anci, Arpa, Ats, Province ed Ersaf – per standardizzare e digitalizzare le procedure degli uffici municipali. Inoltre, per i progetti superiori ai 10 Mw, i sindaci manterranno una forte centralità decisionale tramite conferenze di concertazione e accordi territoriali sovracomunali.

“L’equilibrio tra espansione economica e interesse pubblico è garantito da ricadute concrete sui territori”, prosegue Dell’Erba. “Grazie all’azione programmatica di Fratelli d’Italia, le misure compensative e perequative derivanti dai grandi impianti sosterranno l’economia reale dei nostri paesi. I fondi saranno stanziati per finanziare i Distretti del Commercio, agevolare l’efficientamento energetico delle piccole imprese e dei negozi di vicinato, e creare percorsi di alta formazione per i giovani all’interno delle Its Academy nei settori Ict e Green Economy”.

L’efficacia e la tenuta della norma saranno presidiata da una Cabina di regia permanente e da un monitoraggio con relazione annuale al Consiglio. “Vigileremo con costanza sull’applicazione del testo, fiduciosi di aver approvato uno strumento solido e concreto. Non permetteremo che la paura blocchi il domani della Lombardia: lo sviluppo digitale e la salvaguardia dei nostri suoli possono e devono camminare insieme”, conclude Dell’Erba.


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Giulia Ariti
28 Maggio 2026
  • Cronaca
  • Lombardia

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