Electrolux annuncia 1.700 esuberi: coinvolto anche lo stabilimento di Solaro. Da domani sciopero

SOLARO – Anche lo stabilimento Electrolux di Solaro rientra nel pesante piano di ristrutturazione annunciato dalla multinazionale svedese degli elettrodomestici. Secondo quanto comunicato ai sindacati, l’azienda prevede 1.700 esuberi in Italia su circa 4.500 addetti complessivi, con ricadute in diversi siti produttivi del Paese e la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi, nelle Marche.
La situazione è stata illustrata oggi, lunedì 11 maggio, durante l’incontro a Venezia Mestre tra l’azienda e le organizzazioni sindacali Fiom, Fim e Uilm. I rappresentanti dei lavoratori hanno definito “inaccettabile” il piano annunciato da Electrolux, proclamando lo stato di agitazione permanente e otto ore di sciopero nazionale da organizzare in tutti gli stabilimenti del gruppo.
Tra i siti coinvolti figurano Porcia, Susegana, Forlì e anche Solaro. Secondo quanto riferito dai sindacati, nello stabilimento del Saronnese sarebbe stata evidenziata una perdita di competitività legata alla produzione di lavastoviglie, elemento che potrebbe tradursi in una riduzione dell’organico.
Nel piano rientrano anche il blocco della produzione di lavasciuga a Porcia e dei piani cottura a Forlì. A Susegana, invece, non sarebbe stata attivata una nuova linea produttiva dedicata ai frigoriferi di fascia medio-alta, con possibili conseguenze occupazionali per circa 150 addetti.
Electrolux ha spiegato che la riorganizzazione italiana fa parte di una strategia globale del gruppo per “ottimizzare l’assetto organizzativo e produttivo” e rendere l’azienda “più agile e competitiva”. La multinazionale ha inoltre assicurato che la gestione degli esuberi avverrà attraverso il confronto con sindacati e istituzioni, cercando misure per attenuare le ricadute sociali.
Sulla vicenda è intervenuto anche il ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha fatto sapere di seguire “con la massima attenzione” l’evoluzione della situazione, annunciando attività di monitoraggio e confronto con azienda e sindacati per tutelare occupazione e continuità produttiva.
“Chiediamo al Governo un immediato intervento con una convocazione urgente al Mimit. Nei prossimi giorni coinvolgeremo le istituzioni locali per chiedere loro di fare fronte comune con i lavoratori” concludono in una nota gli uffici stampa di Fim, Fiom e Uilm.
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