Giochi Preziosi, proclamato lo stato di agitazione per le chiusure.

COGLIATE – Si riaccende la vertenza Giochi Preziosi, la più grande azienda del giocattolo in Italia, che ha sede a Cogliate. Le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno proclamato lo stato di agitazione dopo gli ultimi sviluppi del piano di riorganizzazione del gruppo, che continua a interessare la rete dei negozi. La decisione è arrivata in seguito all’ultimo confronto con l’azienda, dal quale è emerso un piano in continua evoluzione: alcune chiusure sono state rinviate, altre anticipate, mentre proseguono le trattative per possibili cessioni di punti vendita. Una situazione che, secondo i sindacati, alimenta incertezza sul futuro occupazionale.
La vertenza, nel suo complesso, coinvolge complessivamente circa 320 lavoratrici e lavoratori delle diverse società del gruppo, tra sedi centrali e rete commerciale. La progressiva riduzione dei negozi continua infatti a destare preoccupazione per le ricollocazioni e le tutele previste durante il processo di riorganizzazione. Le sigle sindacali chiedono maggiore trasparenza e un quadro chiaro sulle prospettive industriali, sottolineando come non sia accettabile gestire una crisi di queste dimensioni con comunicazioni frammentarie. Restano inoltre aperti gli interrogativi sulle ricadute occupazionali, nonostante ad aprile fosse stato sottoscritto al Ministero del Made in Italy un accordo che prevede la cassa integrazione fino a fine anno per 135 dipendenti.
Il prossimo confronto tra azienda e sindacati è fissato per giovedì 9 luglio al Ministero del Made in Italy, dove le organizzazioni dei lavoratori chiederanno risposte definitive sul futuro del gruppo.
Giochi Preziosi ha la propria sede alle porte di Saronno, nel territorio di Cogliate. Negli ultimi mesi, dopo il tavolo ministeriale e le indiscrezioni sull’ingresso del gruppo cinese Superhisen come nuovo socio, sembrava profilarsi una fase di maggiore stabilità, ma gli ultimi sviluppi hanno riaperto le preoccupazioni sul destino dell’azienda e dei suoi dipendenti.
(foto archivio)
30062026