Electrolux Solaro, il ministro Urso: “Non sono stabilimenti decotti”. Riflettori anche sull’asse con i cinesi

SOLARO – Il Governo conferma la disponibilità a sostenere un piano industriale alternativo per Electrolux, ma chiede all’azienda una proposta concreta che garantisca occupazione e prospettive produttive. Lo ha ribadito il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante l’audizione davanti alle commissioni Attività produttive e Lavoro della Camera, affrontando anche il futuro dello stabilimento di Solaro, interessato dal piano che prevede 217 esuberi sui 1.700 annunciati a livello nazionale.
Nel suo intervento il ministro ha ricordato che il confronto con l’azienda resta aperto e che il Governo è pronto a valutare strumenti di sostegno, anche straordinari, qualora venga presentato un progetto diverso rispetto a quello illustrato finora.
“Abbiamo detto, e lo ribadiamo, che siamo pronti a intervenire, quando l’azienda ci presenterà un piano diverso e alternativo rispetto a quello fino ad oggi presentato”, ha dichiarato Urso.
Il ministro ha inoltre sottolineato come gli impianti italiani non siano realtà destinate alla chiusura, ma siti industriali nei quali la multinazionale ha investito negli anni. “Non stiamo parlando di stabilimenti decotti, stiamo parlando di stabilimenti su cui hanno investito molto e intendevano investire di più per essere competitivi sull’alta gamma“, ha affermato, spiegando che la difficoltà del settore è legata soprattutto al mercato europeo.
Nel corso dell’audizione Urso ha ripercorso anche le tappe della trattativa. Al tavolo convocato il 15 giugno, ha spiegato, il Governo aveva chiesto a Electrolux una nuova proposta di riorganizzazione capace di salvaguardare tutti gli stabilimenti italiani e i livelli occupazionali. L’azienda ha quindi sospeso le iniziative unilaterali annunciate e ha accettato di proseguire il confronto tecnico con le organizzazioni sindacali per individuare soluzioni alternative che migliorino efficienza e produttività senza compromettere l’occupazione. Secondo quanto riferito dal ministro, dagli incontri tecnici successivi è emerso che il costo dell’energia non rappresenta la causa principale della crisi del gruppo. Per questo motivo il Governo ha ribadito la necessità che Electrolux presenti rapidamente un nuovo piano industriale con tempi certi per la fase di transizione.
Urso ha confermato che il Governo continuerà a vigilare sull’evoluzione della vertenza e che ogni eventuale sostegno pubblico sarà subordinato alla presentazione di un progetto industriale concreto e verificabile.
Nel suo intervento il ministro ha affrontato anche il quadro internazionale, soffermandosi sull’accordo tra Electrolux e il gruppo cinese Midea in Nord America e sulle indiscrezioni relative a una possibile estensione della partnership anche al mercato europeo. Elementi che rendono necessario mantenere alta l’attenzione sull’evoluzione del gruppo.
La vertenza resta quindi aperta. I licenziamenti annunciati sono stati temporaneamente congelati e il confronto tra azienda, Governo e sindacati riprenderà ai tavoli già convocati per il 3 e il 4 settembre, dai quali sono attese le nuove proposte industriali che potrebbero incidere anche sul futuro dello stabilimento Electrolux di Solaro.
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