Note storico artistiche di Sergio Beato: gli affreschi a Caronno del pittore che divenne cieco

La chiesa della Purificazione di Maria, a Caronno Pertusella, è detta anche chiesa nuova perché è stata costruita, agli inizi del XVI secolo, dopo la parrocchiale e contiene un interessante ciclo di affreschi. In particolare hanno un notevole interesse e valore , da un punto di vista storico e artistico, quelli realizzati sulle pareti del presbiterio che sono opera del pittore Gian Paolo Lomazzo (1538-1592). Sappiamo molto della vita e delle opere di questo artista perché lui stesso ne parla nella sua autobiografia posta alla fine della raccolta delle sue Rime. Lomazzo è un artista dalla vita intensa, conosciuto, oltre che per i suoi dipinti , anche per le sue opere teoriche sulla pittura come il famoso Trattato dell’arte della pittura, scultura e architettura del 1584 e il successivo Idea del tempio della pittura del 1590. Importante nella sua formazione il soggiorno a Roma datato nel 1561, che non sarà l’unico, dove ha avuto modo di vedere sicuramente il grande lavoro di Michelangelo nella Sistina e non solo. “….Viva, in ogni caso, l’esigenza di rendersi conto direttamente della cultura artistica dell’Italia centrale, fino a quegli anni non particolarmente nota e diffusa a Milano…” (ROBERTO CIARDI – DIOZIONARIO BIOGRAFICO DEGLI ITALIANI VOL.65 ALLA VOCE GIAN PAOLO LOMAZZO 1538 – 1592.)
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Tornando agli affreschi della chiesa nuova di Caronno, datati al 1566, la sequenza dei dipinti del presbiterio inizia con la Lunetta sulla parete di destra dell’altare dove è raffigurato lo sposalizio della Vergine e S. Giuseppe, nel riquadro sottostante la scena della natività nella capanna di Betlemme, spostandoci sul lato opposto del presbiterio si vedono, nel grande quadrone, l’adorazione dei Magi e nella lunetta soprastante la fuga in Egitto della Sacra Famiglia. Nella scena dello sposalizio mi ha sempre colpito la vigorosa figura del giovane, in primo piano a destra della Vergine, che volge lo sguardo verso il visitatore; mentre alle spalle di S. Giuseppe un altro giovane assai vigorose, rompe con la gamba un asta di legno. Secondo il testo degli apocrifi è uno dei pretendente della sposa che è stato rifiutato. Queste due figure in particolare mi hanno sempre richiamato le prestanti e atletiche immagini dei profeti e delle sibille che il Lomazzo deve aver visto nella volta della Sistina. Un destino beffardo era in agguato nella vita del Lomazzo: una malattia agli occhi che dopo il 1573 lo rese definitivamente cieco e gli impedì di dipingere dopo tale sciagura. Una sorte assurda per un artista che dell’immagine e della visibilità aveva fatto ragione della sua vita e della sua professione. Per tale ragione anche gli affreschi di Caronno sono una testimonianza preziosa del suo operato artistico.
Sergio Beato
dida: Gian Paolo Lomazzo autoritratto 1568 , Chiesa Nuova Caronno Pertusella, Il matrimonio della Vergine e S. Giuseppe – chiesa nuova Caronno Pertusella
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