SARONNO – “Caro Franco – posso, vero, rivolgermi a te come quando ci incontriamo di persona? – se avessi voluto esprimere con clamore contrarietà alla mozione di solidarietà alla senatrice Segre o a quella di condanna dell’antisemitismo, anziché rimanere assente dal consiglio comunale, vi avrei partecipato per uscire al momento del voto. Sarebbe stato ben più visibile, no?”.

Inizia così la nota dell’assessore ai Servizi sociali Gianangelo Tosi in risposta all’intervento del consigliere comunale di [email protected] Franco Casali in merito all’approvazione della mozione su Liliana Segre e su quella leghista sull’antisemitismo.

“E invece quella sera non ho solo disertato il Consiglio Comunale – dove veniva posto in votazione progetto “X2″ al quale tengo molto ed ho dedicato tempo, energie e risorse del mio assessorato – ma anche la cena con la presidente del mio partito che a Milano ha radunato circa duemila persone e, addirittura, l’anniversario della mia relazione sentimentale, perché tengo corsi di diritto in alcuni istituti tecnici superiori ove le lezioni si svolgono la sera o nei fine settimana, essendo dedicati a lavoratori che possono frequentarli solo in quei momenti. Ed ho privilegiato quell’impegno rispetto ad ogni altro”.

“Però, già che me ne dai l’occasione – che in consiglio comunale non avrei avuto, non essendo l’argomento di mia competenza – non posso che concordare totalmente con le considerazioni del consigliere Indelicato a proposito della strumentalizzazione becera della figura della senatrice mentre mi piacerebbe che il medesimo sdegno che viene manifestato per gli insulti di cui essa è oggetto venisse espresso quando livorosi individui, in taluni casi pubblici amministratori del Pd, insultano Giorgia Meloni o ne pubblicano sui propri profili social fotografie a testa in giù augurandosi di vederla così in piazzale Loreto o altrove. Questi episodi non meritano altrettanta attenzione, forse?

E, già che ci sono, permettimi di darti qualche informazione sul “terribile” organizzatore del convegno di martedì sera: Checco Lattuada non ha mai subito alcuna condanna, uscendo assolto da uno dei processi che ha subito ed essendo stato prosciolto per prescrizione, su richiesta del Pm, dall’altro. Checco Lattuada, lungi dall’essere un pericoloso neonazista, è persona che dedica buona parte del suo tempo libero, oltre che al coordinamento di associazioni culturali e politiche, all’aiuto ai senza tetto, per quali organizza e gestisce una mensa che dà loro da mangiare. E senza fare distinzioni di colore della pelle o credo religioso!

Non posso nascondere il fatto che mi ha davvero stupito che una persona garantista ed attenta come Te si sia lasciata fuorviare da notizie di stampa parziali e destituite di fondamento. Già, perché il Daspo di cui è stato oggetto, unico provvedimento limitativo della sua libertà tutt’ora in essere, non è conseguenza dell’accertamento della commissione di un reato, bensì un provvedimento cautelare correlato a quell’imputazione dalla quale è andato assolto che, chissà perché, non è stato revocato dopo l’assoluzione, non rientrando nelle prerogative del magistrato la valutazione dell’opportunità di mantenerlo oppure no. E un esponente della Destra Sociale quale Checco evidentemente non gode dell’apprezzamento del funzionario competente”.

(foto archivio)

16022020

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