SARONNO – “Rispondere nel merito ai commenti della Lega a questa ennesima sentenza è perfettamente inutile: se i leghisti non hanno capito dopo due pareri del tribunale le ragioni per cui definire i richiedenti asilo “clandestini” è sbagliato non saremo certo noi a farglielo capire”.

Inizia così la nota con cui la lista civica [email protected] commenta la sentenza che condanna la Lega per aver usato a Saronno cartelloni in cui i profughi vengono chiamati clandestini.

“Però senz’altro – ai tempi – la Lega la battaglia per impedire agli enti religiosi saronnesi di ospitare nuovamente dei profughi l’ha vinta, con virgolettati da brivido da parte del sindaco Fagioli.
In questi cinque anni, insomma, Saronno non ne ha più accolti, a differenza delle due occasioni in cui, nel corso dell’Amministrazione Porro, accolse temporaneamente nigeriani e bengalesi. La domanda che dobbiamo farci è: la criminalità a Saronno è sparita?
La risposta – purtroppo – è no”.

La cronaca, anche solo quella degli ultimi mesi, ci ha raccontato di scippi, aggressioni, una serie infinita d’incidenti stradali, vandalismi in centro, risse, danni alle auto, furti in casa e persino, recentemente, di episodi gravissimi come delle rapine a mano armata ai danni di alcuni commercianti a cui va – per quel che vale – tutta la nostra solidarietà.

Ovviamente – visto che i suoi poteri sono limitati e i 14 mesi al governo di Salvini non hanno dato agli amministratori locali strumenti nuovi ed efficaci, anzi – la responsabilità del sindaco è limitata di fronte a questi problemi e non saremo certo noi, a differenza della Lega quando si trovava all’opposizione, a metterlo sotto accusa per questi fatti.

Tuttavia, i politici possono decidere su quali aspetti della vita pubblica accendere le luci e anche come farlo, e la strategia della Lega è da sempre quella d’individuare responsabili da accusare, possibilmente tra i più deboli.

Sicurezza e immigrazione sono questioni molto serie, vere sfide della nostra epoca, e le paure dei cittadini di fronte a certe situazioni sono comprensibili, basate su fatti innegabili e meritano risposte chiare e concrete.

Detto questo, una riflessione su quanto sia stato utile fare una campagna a base di discriminazioni e pregiudizi verso i richiedenti asilo, sobillando i peggiori istinti di una parte della cittadinanza, in cui da saronnesi non ci riconosciamo, crediamo vada fatta.

Il nostro parere è che sia stata la solita “guerra tra poveri”, un cappello strumentale e mediaticamente efficace volto a catturare consenso soffiando sul fuoco delle paure.

Purtroppo – nei fatti – il contributo a migliorare la sicurezza dei saronnesi è stato nullo.

(foto: un momento del gazebo in cui furono esposti i manifesti)

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