SARONNO – “Non entriamo nel merito dei contenuti dell’evento “Ambiente e servizi sociali” che si è tenuto ieri sera il Villa Gianetti, non essendo stati tra le cinquanta persone circa – molte pare di fuori Saronno – che si sono presentate. Dobbiamo però dire che ci ha fatto venire i brividi vedere il logo Città di Saronno accanto ai simboli delle formazioni di estrema destra che hanno organizzato l’appuntamento”.

Inizia così la nota di [email protected] lista civica in merito all’incontro e alla contestazione di ieri sera in Villa Gianetti.

(Un momento della contestazione)

“Il nostro parere è che non sia proprio il caso di concedere patrocini a eventi che inevitabilmente poi diventano divisivi. Siamo stati molto felici, per esempio, che l’Amministrazione abbia partecipato in forze all’inaugurazione della pietra d’inciampo e della targa dedicate a Luigi Caronni in occasione della Giornata della Memoria. Una scelta opportuna che abbiamo apprezzato. Tuttavia, è difficile capire come si possa conciliare con il patrocinio a un evento che ha visto come moderatore una persona, che ha subito un Daspo di 5 anni per episodi di tifo violento e che è stata indagata per aver inneggiato a Hitler”

Chiara l’analisi della civica:’È chiaro che – di fronte a questo stato di cose – ci sia una parte consistente di città che non si riconosce minimamente in certe scelte, dalle quali nascono poi inevitabili proteste. È una questione di valori comuni, e Saronno non dovrebbe essere trascinata, con il suo simbolo, verso una direzione estremista che non le appartiene.

Che poi, intendiamoci, non noi siamo tra quelli che gridano ogni tre per due al ritorno del fascismo: finché le istituzioni sono protette dalla nostra Costituzione, siamo sicuri che non tornerà”.

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