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SOLARO – Dalle api del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea ai prati con i fiori di campo che circondano grandi imprese, dalla fattoria sociale, al censimento delle zone umide, passando per i grandi progetti come l’Ecomuseo delle Groane, lo sviluppo dell’asse Nord Sud, con nuovi sentieri e ciclabili e la promozione dell’attività sportiva. E’ stato indubbiamente un successo di partecipazione il “1° Convegno delle associazioni del Parco delle Groane e della Brughiera Briantea” organizzato sabato 19 novembre dal Parco nell’auditorium della sede, in via Polveriera 2 a Solaro. Progetti e proposte, nate dal confronto positivo tra Parco e il tessuto sociale che lo abita, con l’idea, da parte dell’ente, proposta dal consigliere Sandro Archetti, di costituire un fondo dedicato per sostenere il volontariato e di costituire un premio annuale per le associazioni.

I lavori del convegno sono stati aperti dal presidente del Parco, avvocato Emiliano Campi, che nel suo discorso introduttivo, e a margine dell’appuntamento, ha sottolineato l’importanza del confronto. “Il primo periodo del mio mandato di presidente e quello di tutto il mio consiglio è stato segnato dall’emergenza pandemica. Qui ci conosciamo tutti, ma le occasioni di incontro e di confronto in presenza erano venute improvvisamente a mancare – ha spiegato Campi – E un buon presidente, di un grande Parco, come quello delle Groane e della Brughiera Briantea, non dimentichiamoci la Brughiera Briantea, la parte Nord, mi raccomando, dobbiamo sentire nostra anche questa parte di Parco, dicevo, un buon presidente deve avere cura delle aree verdi, occuparsi di piste ciclabili, creare occasione di mobilità dolce, ma soprattutto avere cura del tessuto sociale che fa grande il parco stesso. Nessuno pretende di uscire già da questo primo incontro con idee chiare e un grande programma di eventi e iniziative per tutto il 2023, ma da qualche parte si doveva pure iniziare e crediamo che il confronto di persona sia sempre la migliore proposta per riattivare un dialogo, per rinverdire i rapporti”.

A condurre la giornata in modo brillante e mai banale è stato poi il consigliere del Parco, Archetti coadiuvato da Fabio Figliuolo, che ha seguito dal marzo scorso, il fondamentale progetto di ricerca e coinvolgimento delle associazioni del territorio. Presenti in platea anche i consiglieri William Ricchi e Carla Testori e il direttore Mario Roberto Girelli.

“Qual è la nostra idea di Parco? – Ha chiesto provocatoriamente Archetti nella sua introduzione – Io amo viaggiare e, di certo, il nostro delle Groane non è simile a un grande parco americano, ma neppure un grande parco italiano, come quello del Gran Sasso o dello Stelvio. Eppure noi amiamo il nostro parco e sentiamo la grande attenzione da parte dei tanti attori che lo vivono. Abbiamo invitato qui non soltanto gruppi e associazioni che si occupano della natura, ma anche le imprese. Aziende produttive che non vogliono usare il parco per fare green washing, bensì hanno una forte attenzione per il luogo.  Vogliamo neocostruire e alimentare i nostri rapporti. Non voglio più leggere articoli di giornale o sui media online nei quali si dice: Filmato un cerbiatto nel parco della droga o nel parco della mala. La notizia torni ad essere il cerbiatto o lo scoiattolo nel Parco delle Groane e della Brughiera Briantea”.
Fabio Figliuolo ha poi ripercorso gli otto mesi di iter di coinvolgimento delle associazioni presenti nel Parco.  Dei 28 comuni che compongono il parco interpellati, 22 hanno collaborato attivamente fornendo l’elenco delle realtà associative territoriali. “Sono state censite e invitate 947 associazioni – ha spiegato Figliuolo – 103 hanno risposto in modo affermativo all’invito. A questo primo convegno partecipano direttamente ben 41 associazioni”.

Quattro le tematiche toccate durante gli interventi: la tutela naturalistica; l’attività sportiva, ricreativa e legata alla salute; la fragilità; la promozione territoriale.

Il direttore del Parco, Mario Roberto Girelli ha quindi invitato i presenti a proporre direttamente dei progetti, evidenziando come le risorse e il personale dell’ente non consentono al Parco di essere motore diretto degli eventi.
Ha aperto gli interventi Edoardo Manfredini del WWF Insubria, ricordando il censimento delle zone umide del parco. Censimento che già qualche anno fa rilevò il buono stato della biodiversità delle specie botaniche ad esempio. L’idea è ora di estendere il censimento anche alle zone a Nord.

Cristina Ursino, de “Il Giardino delle idee” ha parlato del progetto di fattoria sociale avviato a Cesate, anche grazie alla collaborazione di tanti volontari. Del suo valore per il sostegno di persone affette da disabilità e ha ricordato la figura di uno degli assistiti, Roberto, recentemente scomparso, disabile che non aveva l’uso della parola, ma ogni giorno salutava con gioia ogni persona che transitava dalla fattoria attraverso i sentieri del parco.

Decisamente affascinante la relazione dei ricercatori Luca Palazzolo dell’Università degli studi di Milano e Michele Salvan, dell’Università di Torino, che hanno presentato il progetto Goape di biodiversità ambientale. Groape gestisce e monitora oggi, con le più moderne tecnologie, circa mezzo milione di api (alcune arnie sono proprio nella sede di Solaro del Parco) arrivando a gestire dal miele alla cera di scarto degli alveari. Per il mondo delle imprese è invece intervenuta Eva De Col Sustainability Manager di Sew-Eurodrive Italia, multinazionale attiva nel settore della componentistica per l’automazione industriale. Grazie a un protocollo d’intesa sottoscritto con il Parco, la Sew ha progettato nel perimetro aziendale un prato di 500 metri quadrati con fiori di campo autoctoni. Il bilancio di sostenibilità per le grandi imprese, obbligatorio dal 2025, come ha ricordato Eva De Col, farà accrescere ancora di più l’attenzione delle industrie verso il territorio in cui sono insediate e le persone che lo vivono, con obblighi di compensazione a livello locale delle emissioni generate.

 Quindi l’ambizioso progetto dell’Ecomuseo delle Groane, presentato dal suo coordinatore, Vitaliano Altomari, che ha intrattenuto i presenti spiegando il significato e il ruolo di un ecomuseo per la valorizzazione e la salvaguardia di archeologia rurale, industriale, presidi religiosi, luoghi di natura e di cultura. Alle parole hanno fatto seguito le immagini potenti del video “Scorci delle Groane milanesi” ideato e progettato da Edo Bricchetti e girato e montato da Imerio Raffaini con il supporto fotografico di Giovanni Gargantini. Il prossimo step verso la costituzione dell’Ecomuseo delle Groane sarà la messa online del sito www.ecomuseogroane.it prevista per il mese di gennaio 2023.

Nella seconda parte del convegno, spazio a Roberto Cerati e Gianni Del Pero per il Gruppo Naturalistico della Brianza Gnb, il WWF e il Comitato Groane Brughiera. In breve è stata ripercorsa la storia del gruppo, iniziata oltre quarant’anni fa e sottolineata l’importanza di collegare il Parco da Nord a Sud. E’ stato ricordato come anche sul sentiero Meda-Montorfano sia stato realizzato un suggestivo video promozionale.
Per lo sport è intervenuto Vincenzo Gramegna istruttore di Nordic Walking, che ha sottolineato l’importanza di vivere il parco ogni giorno, anche con l’attività sportiva, per vincere anche contro situazioni di cattive frequentazioni.
Il Parco delle Groane e della Brughiera Briantea è tutelato anche da tanti volontari in divisa, come le Gev Guardie Ecologiche Volontarie. Zeno Codispoti ha così presentato i numeri delle Gev del parco, 70 le persone attualmente impiegate in vari compiti di salvaguardia del territorio.

 Numerosi gli interventi poi da parte dei rappresentati delle associazioni in platea. In particolare è stata richiesta manutenzione della sentieristica, coinvolgendo anche gli studenti delle scuole superiori di formazione professionale del settore. Auspicato il sostegno a iniziative ed eventi e all’istituzione di nuovi percorsi protetti per formare nello specifico un anello di 50 chilometri tra Montorfano e Meda. Dalla Lipu Cesano Maderno è arrivato un appello a controllare maggiormente gli utilizzatori di droni, che disturbano gli uccelli. Il Gruppo Fotografi Barlassina ha dato disponibilità a collaborare con le associazioni e il parco per attività promozionali. Apertura e disponibilità garantita anche dalla Protezione Civile di Solaro, dagli Arcieri del Sole, dai promotori del Museo Etnografico della Civiltà Lazzatese e da associazioni sportive territoriali.

21112022


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